Rainieri Vittorio
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http://www.raiart.net/Web/hom.htm
Note sull'Artista : il mio nome è: Vittorio, ho
incominciato ad interessarmi alle arti figurative da giovanissimo
con particolare attenzione alla grafica, conseguendo fin da
subito ampi consensi; in seguito ho iniziato ad interessarmi al
paesaggio ed alla figura con un continuo approccio a nuove
tecniche.Presente a numerose occasioni artistiche ho conseguito
sempre riconoscimenti e premi tra i primi classificati. Le mie
opere sono presenti presso numerose collezioni private ed enti
pubblici.
Mostre : 1975 - Attestato Concorso "Arte e
Coltura Pittorica" Prov. di Parma
1978 - Targa d'Argento 1° Concorso Nazionale di Pittura
Fontanelle Pr
1979 - 2° Assoluto ideazione e creazione Carri Piccoli Carnevale
Busseto.
1979 - Taga al merito 2° Conconcorso Naz. - Pittura e Grafica (Fontanelle
- Pr).
1980 - Premio Speciale 3° Con.Nazionale - Pittura e Grafica (Fontanelle
- Pr).
1981 - Medaglia di Bronzo Mostra Nazionale (Città di
Salsomaggiore Terme -Pr)
1981 - Coppa -Banca Cassa Risparmio Pr.
1981 - Bronzo- Seconda edizione Premio Richetti città di
Piacenza
1981 - 7° 2A Biennale Nazionale di pittura "Citta di
Casalmaggiore"
1982 - Madaglia d'Argento 5° Concorso Nazionale di Pittura
Fontanelle Pr
1982 - Targa di Bronzo sez. tempera "Città di Parma"
1982 - Premio San Marco - 12° Concorso "Città di Parma"
1982 - Targa d'Argento 5° Concorso "Pittura e Grafica"
Luciano Ricchetti (PC)
1982 - Medalia Argento 5° Concorso Pittura e Grafica -
Fontanelle PR
1982 - 1° Premio - Rassena Nazionale di pittura Città di Parma.
1984 - Pubblicazione Catalogo Internazionale Arteoggi Biennale
Anno 1984-85
1984 - Targa d'Argento sez. Aquerello14° Premio Internazionale (Parma
Città)
1984 - Premio speciale 7° Concorso Pittura G. Guaresch (Pr)
1984 - Targa d'Argento 7° Concorso Nazionale di Pittura e
Grafica Fontanelle Pr
1984 - Coppa Speciale sez. Olio Premio Internazionale (Città
Parma)
1986 - Pubblicazione Catalogo Internazionale Arteoggi Biennale
Anno 1986-87
1988 - 1° Premio - Giovannino Guareschi (Città di Parma)
1988 - 5° Premio sez. olio (18° ed Concorso Parma)
1989 - Targa d'Argento 12 C. di Pittura e grafica Circolo Amici
di Fontanelle PR
1990 - 3° Premio 1° Con. Naz. di Pittura Estemporanea Ciano d'Enza
RE
1990 - Targa di bronzo 6° Concorso di Pittura Estemporanea Breda
Cisoni MN
1990 - 3° Classificato Sez. Parma Ieri e Oggi
1990 - Segnalazione Spec. 1° C. "Monti Lessini" Naz.di
Pittura Regione Veneto
1990 - 3° Premio 11° Con. Naz.di Pittura Estemporanea Pastrengo
(Verona)
1990 - 1° Premio Estemporanea San Pellegrino P.se
1990 - 4° Premio Concorso naz. di Pitura e Grafica (Fontanelle)
Pr
1993 - Premio Speciale 3aBiennale Nz.D'Arte"A.Cesari"Gr.Pr."Pandoro
Bauli"
1993 - 2° Classificato Rassegna Nazionale del "Quadro di
Piccolo Formato".
1993 - 2° Premio Estemporanea Monchio Pr
1993 - 4° Classificato Sez. Olio e Acrilico (Palazzo Ducale -
Colorno Pr).
1995 - 1° Classificato 6° Rassegna Naz.p.f. (Città di Parma)
1995 - 5° Classificato sez.Olio tecniche varie (Parma)
1996 - Ric. Lodevole Attività Art,(Premio Int.Poesia Narr "Padus
Amoenus 1a Ed).
1999 - 4° Premio Concorso Naz.di Pittura(Premio speciale G.
Guareschi ) Parma
2004 - Personale - presso Galleria Immagini Spazio Arte di
CREMONA
Recensioni : Vittorio Rainieri e la modernità figurativa: unimmagine o meglio un confronto che rende lartista il vero e proprio artefice del proprio cercare, nella e sulla superficie del supporto, lamalgama coloristica che genera il riverbero, la presenza, lespressione metabolica, germinativa, del soggetto. E in questo suo scavare Rainieri affonda lo sguardo nella profondità assoluta della scomposizione; balza senza timore allinterno dello spazio rappresentativo per farne il palcoscenico delle sue figure ammantate (ammaliate?) di luce. Luce riflessa - estroflessa - flessuosa, cardine e azimut di una parabola mentale che travolge e sonda atmosfere che tracciano particolari sensazioni ed emozioni. Vittorio, lo si nota già ad una prima, sommaria osservazione dei suoi lavori, inizia dal segno e da esso costruisce forme che ingigantiscono e si fanno presenze, battiti che ritmicamente scandiscono i passi di un racconto, di un istante ripetuto e fermato per sempre sulla tela. E quando si aprono queste geometrie di luce, volti e immagini di cose si affacciano entro le sue improvvise planimetrie, giocate amabilmente su contrappunti antinomici, allora si afferma con grande vigore quel protendersi del soggetto oltre i confini del fantastico - surreali che nella sfera onirica percorrono tracciati in cui la materia è sostanza vacillante, visione. Già dalle prime prove Rainieri ha dimostrato di sapere affrontare il discorso figurativo attraverso unessenzialità meta-narrativa di chiara impronta ideativa, maturando progressivamente un triangolismo espressivo - secondo lantico adagio per cui il triangolo è sinonimo di aspirazione al perfetto equilibrio - che alla mera fisicità oppone la scansione pura planimetrica, accordandosi con declinazioni timbriche muovono dallinteriorità. Ciò si nota, in particolare, nei lavori dove la postura non è mai plastica, ma si fa sempre in divenire, verrebbe da definirla in lieve moto. E questo insistere del pittore sul dettaglio posturale, rimanda irresistibilmente a una suddivisione articolata dei volumi, entro cui Rainieri si muove attingendo a piene mani da quellincessante indole sperimentale che ci sembra lelemento distintivo di questo originale autore. Come pure davvero singolari e riuscite sono le lame di luce che filtrano da fonti spesso immateriali e che sondano nel profondo la morbidezza dellincarnato dei suoi volti, il panneggio degli indumenti e i vertici degli oggetti che popolano i suoi interni, veri e propri pertugi dove lartista racconta - e si racconta - in un silenzioso protendersi verso una realtà mai tradita o travisata. Tutto quanto, piuttosto, appare e scompare come nella mente delle sue modelle, imprimendosi nella memoria come a voler tentare di confermare la ricchezza, ma pure il limite, umanissimo, delloggettualità materica, eppure sognandone la non degenerazione. Ecco allora che il quotidiano da prevedibile diventa imprevedibile, in un piacevole divertissement di accostamenti che rendono il dipingere di Vittorio una vera e propria fonte di riflessione. La medesima impressione si ha quando si guarda alle tante nature morte che egli esegue con il medesimo procedimento trasfigurativo, poggiando su intuizioni neocubiste ma anche e soprattutto su unidea a lui ben chiara e spesso ripetuta nei nostri dialoghi: i miei colori cambiano ad ogni ora del giorno. E tutto questo è la semplice verità: le sue tinte riversano una luce intensa e calda che potrebbe essere paragonata, molto probabilmente, a un dolcissimo e avvolgente fascio luminoso. Vittorio è dunque uno di quegli artisti ai quali lo stupore per il certo e il probabile risulta congeniale, anzi linfa su cui confrontarsi continuamente nella ricerca, mai esausta, sul dettaglio, sul segmento compositivo che genera la mistura del colore e penetra docilmente nelle maglie di un ordito rappresentativo ordinato e plastico. Ed è proprio in questo che sta la modernità del nostro pittore, nel suo volgersi senza timore al nuovo credendo profondamente in se stesso in quanto artista sempre pronto al nuovo. Dott. Simone Fappanni (studioso darte )
Pubblicato dalla
Enciclopedia d'Arte Biennale anno 1984 - 85 V.Rainieri Ha cominciato ad interessarsi
alle arti figurative da giovanissimo con particolare attenzione
alla grafica, conseguendo fin da subito ampi consensi; in seguito
ha iniziato ad interessarsi al paesaggio ed alla figura con un
continuo approccio a nuove tecniche. Presente a numerose
occasioni artistiche ha conseguito sempre riconoscimenti e premi
tra i primi classificati. Sue opere sono presenti presso numerose
collezioni private ed enti pubblici.
<< Le ascendenze figurali di Vittorio Rainieri pescano
molto al largo le loro prime incidenze espressive: sono stati
infatti sollecitazioni quasi parapsicologiche ad influenzare la
sua disponibilità grafica con immagini captate in questo
imprevedibile cosmo emblematico e, dai primi approcci all' arrivo
del colore, è stato un rapido susseguirsi di immagini, a volte
geometrizzate, vorticanti in ambiente di misteriose anche se ben
precisate connotazioni dense di arcani significati. Passare da
simile stallo descrittivo alle composizioni naturalistiche e al
paesaggio, il passo anche se tormentato agli inizi, è stato
rapido e preciso; visioni dei luoghi, atmosfere vaporose della
Padania, racimoli panoranici della Bassa hanno cominciato a
popolare la tavolozza del Rainieri sempre più vivida a
suggestiva nel rimarco, nelle pungenze emergenti da quei pingui
esterni ubertosi e densi di fermenti e di nebbia! >> ( C. d.
A. Licinio Dott. Boarini 1984 )
Pubblicato dalla Enciclopedia d'Arte Biennale anno 1987 - 88 Victor Il Pittore. L Ho assistito a dar lassalto alla barricata della pittura. ora ci pare giusto dire che sta affiorando un vero pittore.Ciò che conta è il gustare la visione di un Arte oltre lArte. Al di là dei tempi. Proposizioni teoriche, che lartista neppure tenta di nascondere dietro ad un facile e anemico velario di unetichetta purchè sia. Il nostro Rainieri. affonda in profondità, i suoi mezzi in quel terreno dalla superficie ormai sterile, partendo da una linea, solo apparentemente piatta, disegni dagli effetti puramente scenografici; ma quando su quelle superfici vibratili depone cose e figure avvolte nel proprio colore, quel colore medesimo pare ricevere, per effetto magico, un impulso vitale autonomo, mutevole, al punto che il soggetto rappresentato sulle sue tele (complice la luce del momento) ne reinventa la lettura come il guardare dentro un caleidoscopio, creando risultati di lettura sempre nuovi. Nel combusto stesso di quanto vi è di figurativo e di informale, reca di per se un calore esistenziale, direi carnale. Ma il punto è un altro ed è il mistero di quella luce bianca che ti ghermisce, ti perseguita e suscita in te vertigini di abissi senza fondo e qui il disagio si fa addirittura fisico, finchè scopri entusiasta la felice intuizione di base da parte dell'artista che è quella di servirsi della luce. Luce, che ha il privilegio consentito a pochi elementi di trasformarsi in continuazione. Elemento che scava, attenua, intensifica i colori e illumina il soggetto con aspetti poetici ed inattesi, in una parola ribalta quello che era loriginale ordine compositivo, estraendone una nuova, e quindi unaltra ancora, pur restando in fondo sempre la medesima.Secondo me tutto ciò sfugge perfino alla tensione creativa del suo autore e a tradirlo fu un luccichio strano di stupore che colsi in flagrante nel suo sguardo, mentre osservava la sua ultima opera, (Donna alla finestra) come se quell'opera non fosse opera sua, ma di un altro, di un nessuno o di un mago. ( Ass. Cult. U. Zappavigna ) Salsomaggiore Terme , lì 10.02. 1987